Calciopoli permanente

fallaccio di MaterazziIbrahimovic sigla una doppietta e consegna agli esauriti lo scudetto, dopo essere rientrato in fretta e furia dalla "mutua" concessa dall'Asl 13 (più 1 cartone, 1 comodino e 1 sudditanzàto-ma-in-buona-fede, mica come una volta) di Via Durini, per via degli acciacchi che ne avevano sconsigliato l'impiego durante l'ultimo mese e mezzo. E poi dicono che Milan Lab sia stupefacente.
Alex Del Piero sigla una doppietta e per la prima volta nella sua carriera, a quasi 34 anni, vince la classifica dei cannonieri eguagliando il numero di reti (21) messe a segno in quel celeberrimo campionato '97/'98, quello del primo scudetto rubato dai Truffatori ai beniamini di Mimmo Brescia.
Quando il primo giocava nella Juventus, nelle stagioni 2004/2005 e 2005/2006, il secondo finiva molto spesso in panchina; e il fatto che quando succedeva Del Piero non la prendesse bene, non spostava i termini della questione: il primo sarebbe stato il futuro, mentre lui lo era stato dieci anni prima. Alla Juve, allora, si lavorava così.
Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sul ruolo sostanziale che calciopoli ha ricoperto nella stesura del copione della storia del calcio italiano, a partire da quell'anno zero che è stato il 2006, se ne faccia una ragione. Non si sforzi troppo, cioè, di cercare altrove motivazioni, idee o talismani che giustifichino l'improvviso risveglio degli esauriti dallo storico torpore che ne accompagnava i successi al ritmo di uno ogni vent'anni.
Più che agli esauriti stessi, i quali umanamente non hanno alcun interesse a rivangare o approfondire quelle che dal loro punto di vista di tifosi festanti non sono altro che inutili sfumature, mi rivolgo ai tifosi della Juventus, e più precisamente a quelli di serie A, secondo la classificazione recentemente varata dal presidente inutile Giovanni Cobolli Gigli.
Signori miei: calciopoli, in qualche modo, la stiamo ancora vivendo. Non solo nella pochezza di una squadra - la nostra - che mantiene una parvenza di nobiltà conquistando il terzo posto in classifica solo sullo slancio di autentici fenomeni come Del Piero, insieme a pochi altri comunque tutti appartenenti alla stessa combriccola pre-farsa.
Calciopoli la stiamo ancora vivendo, paradossalmente, anche quando assistiamo alle imprese di autentici fenomeni come Ibrahimovic a Parma, che stanno a dimostrare quale fosse la reale provenienza di quei 91 punti conquistati dalla Juve nel 2006 insieme al secondo scudetto consecutivo, conquistato senza gli optional di penalizzazioni, saccheggiamenti di campioni altrui o - peggio - eliminazioni prima del via di avversari diventati insopportabili.

Non è difficile da comprendere. Basta applicarsi un pochino.