Siamo ad un quarto del campionato più falsato degli ultimi anni, falsato in partenza, perchè non si è proceduto a celebrare un processo per "bilanciopoli" secondo tempi e metodi "uguali" a quelli messi in campo la scorsa estate. Ad un quarto del campionato possiamo tirare un bilancio anche sul comportamento arbitrale. Dobbiamo ribadire che MAI Collina andava promosso a designatore per il ben noto coinvolgimento in Farsopoli avendo, su di lui si, una prova provata di conversazione telefonica con il dirigente di una società. Per il semplice sospetto di aver avuto lo stesso tipo di contatti alcuni suoi colleghi sono tuttora sospesi. Ma ai vertici istituzionali, del calcio ed ai media sembra vada benissimo così. E' il moralismo double-face che ieri indossava i panni grezzi del giustiziere ed oggi mette il frack del garantismo.
Ma passiamo alla valutazione del Collina designatore. I risultati offerti dagli arbitri in questo primo quarto di campionato sono sotto gli occhi di tutti: un campionario di orrori arbitrali come mai. Errori ed orrori che hanno toccato tutte le squadre, con le eccezioni dell'Inter (alla quale è stato risparmiato un rigore solare a sfavore ad Empoli) e della Roma, con la Juve in testa alla classifica dei torti subiti.
Eppure il signor Gussoni in due anni ha parlato solo due volte: lo scorso anno per "bacchettare" pubblicamente Ayroldi dopo Juventus-Bologna e quest'anno per "bacchettare" Rizzoli dopo Fiorentina-Juve, imitato da Collina. Ieri ed oggi i due "capi" degli arbitri hanno taciuto. Che strano, sembra che in due anni abbiano sbagliato solo due arbitri. Lo scempio invece è sotto gli occhi di tutti.
Gli errori da parte degli arbitri ci stanno, come quelli dei giocatori. Ma quando una squadra sbaglia troppo ed è scarsa, di solito, retrocede ed il suo "allenatore" viene sostituito.
Tagliavento a Cagliari (3 rigori fischiati e solo 1 esistente), poi Farina con l'Udinese (negati 2 rigori che Cesari e Casarin ammettono esserci), poi il pur bravo Morganti che convalida il gol di Totti partito in fuorigioco con la Roma, quindi Banti che ammonisce tutti ed espelle Ranieri e Nedved, fino alla "chicca" Morganti. Tre punti persi con l'Udinese, 2 con la Roma, 1 con il Napoli oltre un numero smisurato di ammonizioni e squalifiche che pesano e peseranno. Fanno 6 punti almeno. Anche a voler togliere il punto di Firenze restano almeno 5 punti in meno in sole 9 giornate: una palese "alterazione" della classifica "alterando i risultati delle singole partite" (l'inverso del teorema Sandulliano).
Anche per una indagine commisssionata da Adiconsum (Leggi >>) erano 4 punti in meno "prima di Bergonzi".
L'arbitraggio di Bergonzi a Napoli è stato così pacchiano che tranne pochi "giapponesi", asserragliati nelle redazioni sportive delle Tv di parte, se ne sono accorti tutti.
Poche ore dopo sul forum j1897.com lego questo articolo:
BERGONZI: IL MANDANTE MORALE SI CHIAMA COLLINA
"Ha un nome preciso il killer della Juve: è Pier Luigi Collina. Il designatore degli arbitri il giorno in cui è andato in tv a sputtanare Rizzoli spiegando il come e il perché non era regolare il gol di Iaquinta contro la Fiorentina, ha di fatto condizionato tutti i suoi ex colleghi.
Se sbagli a favore della Juve ti bacchetto in tv, questo, più o meno, il messaggio che Collina mandò quella sera a tutti gli arbitri, i quali arbitri da quel momento sono stati condizionati, più o meno inconsciamente.
Alla Juve a Firenze, secondo Collina, era stato regalato un punto e a Napoli sembra esserci stata la vendetta: i due rigori non solo erano inventati, ma Lavezzi e Zalayeta dovevano essere ammoniti entrambi per simulazione. Il signor Bergonzi ha letteralmente ucciso una partita di calcio che sino a quel momento era stata incerta, emozionante e bella a tratti.
L’azione del gol di Del Piero è stata da manuale, come quella del pareggio di Gargano: prodezze che rendono il calcio quello che dovrebbe essere: un’emozione.
Collina, che da “calciopoli” è uscito in ogni caso con l’ombra di una telefonata di diciotto minuti con Meani dove i due parlavano di un incontro clandestino con Galliani nel ristorante di Lodi, ha abusato sin troppo della sua smania di apparire piuttosto che in quella di essere.
Collina con le sue dichiarazioni dopo Fiorentina – Juve ha fatto sorgere il sospetto nella testa degli arbitri che eventuali penalizzazioni concesse ai bianconeri dovevano considerarsi riparatorie all’errore di Rizzoli. Obbligatorio il “cui prodest” e la domanda da porsi è la seguente:
chi trae vantaggio dai rigori inventati da Bergonzi contro la Juve?
Chi risulta avvantaggiato da una Juve che deve lottare per entrare nelle prime quattro per avere diritto a giocarsi la prossima Champions?
E la stessa Juve a chi toglierebbe uno dei quattro posti disponibili?
Sono domande che non hanno bisogno di risposte: sarebbe un’offesa per l’intelligenza dei visitatori di questo sito."
Chi ha scritto questo articolo? Un sostenitore di Farsopoli? NO! Lo ha scritto Franco Rossi sul suo sito! Chi ci segue sa che non abbiamo stima del giornalista in questione per le posizioni anti-juventine tenute negli ultimi anni: non possiamo dimenticare i giudizi offensivi rivolti alla Juventus in tante occasioni e televisioni. Però, se anche lui si esprime in questi termini, è segno che si è superato ogni limite, che la "puzza" è davvero tanta.
Sul tema riporto alcuni passi degli editoriali di Padovan su Tuttosport:
28-10-2007: GRAZIE COLLINA
L'avevo detto, è successo, si è ripetuto: nel dubbio contro la Juve. Ma Bergonzi ha fatto di più, di peggio. Ha fatto di meglio, naturalmente, solo per Collina e il resto dell'Italia antibianconera, in giubilo se si danneggia l'odiata nemica. Il presunto direttore di gara, prima di tutto, è riuscito ad inventare un calcio di rigore per inesistente fallo di Chiellini sul cascatore Lavezzi, scuola argentina, una sicurezza in materia di funambolismo e accentuazione del nulla. Poi, non contento, l'arbitrino, spinto dall'entusiasmo del generoso pubblico del San Paolo, autentico uomo in più, ha stabilito un fantastico bis: altro rigore, stavolta per tuffo simulatorio dell'ex Zalayeta con Buffon in uscita. ...... Bergonzi ha deciso chi (il Napoli) e come avrebbe dovuto vincere. .......Il comportamento di Bergonzi è gravissimo non solo per l'adulterazione del risultato e il danno provocato, ma perchè i suoi errori introducono nella maniera peggiore la settimana che porta a Juve-Inter (domenica sera all'Olimpico di Torino). Noi come già dimostrato in parole e opere, manterremo sempre il nostro impegno morale e intellettuale di contenere il calcio dentro i livelli di una civile accettazione della sconfitta, senza lasciare nemmeno un pertugio a rivendicazioni che non siano esclusivamente quelle del campo. Tuttavia questa volta è davvero improbo persuadere il popolo juventino di non trovarsi al centro di una scientifica macchinazione.......Oggi si invoca il caso. Un anno e mezzo fa, invece, fu allestita Calciopoli. Tra i cui protagonisti ce n'è uno incomprensibilmente premiato con il ruolo di designatore arbitrale.
29-10-2007: INDULTO CONTINUO
Altro che sospensione dell’inetto Bergonzi. Altro che dimissioni di Collina. Dopo lo scandalo del San Paolo, di cui può gloriarsi solo chi è in malafede, nessuno verrà punito, né sospeso, né dimissionato. Nulla accadrà perché nulla può accadere in un sistema che per anni si è retto sui Carraro e oggi ancora si regge sui Matarrese. Il quale, non esattamente a caso, è stato uno dei grandi sostenitori del Collina designatore. Ulteriore dimostrazione che poteri e potenti sanno modellarsi con reciproca complicità e convenienza. Una cosa, però, tra la gente del calcio continuerà a crescere: l’indignazione – per la verità non solo della fazione bianconera – per un ambiente arbitrale popolato di mediocri, presuntuosi e velleitari......
La Juve – ma vale per tutti – deve pretendere arbitri equi e, dunque, non prevenuti come si sono dimostrati sia Banti, sia Bergonzi. Lo stesso deve toccare all’avversario della Juve e in qualsiasi altra partita della serie A, B, C , D e giù scendendo. Porre la questione di un calcio giusto, umano ma accettabile, è forse più urgente del ribadire che Collina non può stare nel ruolo di designatore perché coinvolto nello scandalo del calcio di un anno e mezzo fa, a causa degli equivoci contatti con Meani. Oggi, però, di Collina vorrei parlare solo come professionista, pagato (250 mila euro netti), cioè sullo stesso livello di un manager d’alto profilo. Tra i pochi contrari a quel contratto c’erano, qualche mese fa, Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione allenatori, e Carlo Tavecchio, vice presidente della Federcalcio e presidente della Lega Nazionale Dilettanti. Le mie domande sono:
1) quale azienda potrebbe accettare, da un proprio dirigente qualificato, una gestione così deficitaria degli uomini (gli arbitri) e di un intero settore?
2) Possibile che non ci sia qualcuno – in questo caso il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete – che a quel dirigente ne chieda conto?
3) Possibile che a tutti stia bene un Bergonzi impunito e, sembra, addirittura incredulo di essere stato giudicato tanto severamente dall’Italia intera?
4) Possibile che Bergonzi sia stato designato ancorché ritenuto, dallo stesso Collina, poco in forma, oltre che scosso per la mancata nomina a internazionale?
Per me, non sarebbe possibile. Ma evidentemente sono il solo a ritenere il calcio bisognoso di un’organizzazione più seria e con uomini più responsabili. Nel Palazzo delle ombre e delle ciance si preferisce il profilo basso, tipico delle consorterie dove non sarebbe utile sbranarsi. Perciò vigono perdòno, comprensione, applicazione delle attenuanti. Fino a stabilire che – a parte per alcuni reprobi da bastonare o da espellere: la Juve – non c’è giudizio, colpa, pena, punizione. Indulto perpetuo. Quasi perfetto.
Giancarlo Padovan
| < Prec. |
|---|













